Gravina DOC Rosato
Maturo e seducente, con un’ondata carezzevole di sapori di cassis, purea di prugne e composta di more che dominano l’intero processo, ma non senza il supporto di invitanti accenti salati, di liquirizia, di terriccio caldo e minerali.
Denominazione
GRAVINA D.O.P.
Tipologia di Vino
Bianco secco
Varietà Vitigni
Greco 80%, Chardonnay 15%, Malvasia 5%
Terreno
Giacitura: 460 m s.l.m. collinare con esposizione Sud-Est | Tipologia: argilloso-sabbioso
Vinificazione
Pressatura frazionata progressiva, fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata
Imbottigliamento
Prima settimana di Marzo
Tappo: Diam
Tenore alcolico
12% vol.
Note organolettiche
Colore giallo paglierino. Al naso sensazioni fruttate di mora, prugna e amarena, note balsamiche, spezie. Al gusto è morbido, suadente, minerale ed equilibrato, con tannini eleganti e finale persistente.
Fusillone alla cicorie
La Pignata, simbolo di tradizione contadina, trova nel vino rosso il suo compagno ideale: insieme raccontano la storia di Puglia e Basilicata, tra sapori intensi e gesti antichi.
Tra le pietanze più emblematiche dell’Italia meridionale, la Pignata — nota anche come Cutturidd — è un piatto che unisce Puglia e Basilicata in un abbraccio di sapori e memoria. Preparata tradizionalmente in una pentola di terracotta dal nome omonimo, questa ricetta nasce dalla cultura pastorale: carne di pecora o agnello, cucinata lentamente con erbe selvatiche, lampascioni, cicorie, patate e pomodori, fino a raggiungere una tenerezza che si scioglie al palato.
La cottura lenta, spesso su brace o fuoco vivo, è parte integrante del rituale: il tempo diventa ingrediente, e il profumo che si sprigiona dalla pignata è quello delle feste, delle domeniche in famiglia, delle sagre di paese.
Per accompagnare la Pignata, il vino rosso è imprescindibile. La struttura intensa della carne, il sapore deciso delle erbe e la dolcezza delle verdure richiedono un vino capace di sostenere e valorizzare ogni sfumatura.


