Gravina DOC Rosso

Maturo e seducente, con un’ondata carezzevole di sapori di cassis, purea di prugne e composta di more che dominano l’intero processo, ma non senza il supporto di invitanti accenti salati, di liquirizia, di terriccio caldo e minerali.

Denominazione

Zingariello Riserva DOC

Tipologia di Vino

Rosso secco

Varietà Vitigni

Greco 50%, Malvasia 20%, Chardonnay 30%

Terreno

Giacitura: 380 m s.l.m. collinare con esposizione Nord-est | Tipologia: calcareo, sabbioso marina Selezione in campo delle uve da un unico vigneto, cru chiamato La Selva.

Vinificazione

Fermentazione spontanea a temperatura controllata, affinamento in vasche di acciaio.

Imbottigliamento

Luglio, ulteriore affinamento di un anno in bottiglia

Tenore alcolico

12,5% vol.

Note organolettiche

Colore giallo paglierino. Al naso sensazioni fruttate di mora, prugna e amarena, note balsamiche, spezie. Al gusto è morbido, suadente, minerale ed equilibrato, con tannini eleganti e finale persistente.

La Pignata: un rito di terra e fuoco

La Pignata, simbolo di tradizione contadina, trova nel vino rosso il suo compagno ideale: insieme raccontano la storia di Puglia e Basilicata, tra sapori intensi e gesti antichi.

Tra le pietanze più emblematiche dell’Italia meridionale, la Pignata — nota anche come Cutturidd — è un piatto che unisce Puglia e Basilicata in un abbraccio di sapori e memoria. Preparata tradizionalmente in una pentola di terracotta dal nome omonimo, questa ricetta nasce dalla cultura pastorale: carne di pecora o agnello, cucinata lentamente con erbe selvatiche, lampascioni, cicorie, patate e pomodori, fino a raggiungere una tenerezza che si scioglie al palato.
La cottura lenta, spesso su brace o fuoco vivo, è parte integrante del rituale: il tempo diventa ingrediente, e il profumo che si sprigiona dalla pignata è quello delle feste, delle domeniche in famiglia, delle sagre di paese.
Per accompagnare la Pignata, il vino rosso è imprescindibile. La struttura intensa della carne, il sapore deciso delle erbe e la dolcezza delle verdure richiedono un vino capace di sostenere e valorizzare ogni sfumatura.

La Pignata: un rito di terra e fuoco

La Pignata, simbolo di tradizione contadina, trova nel vino rosso il suo compagno ideale: insieme raccontano la storia di Puglia e Basilicata, tra sapori intensi e gesti antichi.

Tra le pietanze più emblematiche dell’Italia meridionale, la Pignata — nota anche come Cutturidd — è un piatto che unisce Puglia e Basilicata in un abbraccio di sapori e memoria. Preparata tradizionalmente in una pentola di terracotta dal nome omonimo, questa ricetta nasce dalla cultura pastorale: carne di pecora o agnello, cucinata lentamente con erbe selvatiche, lampascioni, cicorie, patate e pomodori, fino a raggiungere una tenerezza che si scioglie al palato.
La cottura lenta, spesso su brace o fuoco vivo, è parte integrante del rituale: il tempo diventa ingrediente, e il profumo che si sprigiona dalla pignata è quello delle feste, delle domeniche in famiglia, delle sagre di paese.
Per accompagnare la Pignata, il vino rosso è imprescindibile. La struttura intensa della carne, il sapore deciso delle erbe e la dolcezza delle verdure richiedono un vino capace di sostenere e valorizzare ogni sfumatura.

Vini pensati per esaltare il frutto, la purezza varietale e la forza espressiva del suolo