poderi

Siamo nati qui, tra le colline dell’Alta Murgia, una terra dimenticata dall’industria, dal traffico, una terra che per secoli è stata considerata “periferica” una “terra di mezzo” lontana dal mare e dalle grandi vie di comunicazione;
Una terra “scomoda” perché difficilmente raggiungibile;
Questo, per generazioni, ha significato, povertà, emigrazione, l’obbligo di dover cercare fortuna altrove. Oggi, la nostra storia di dolore e privazioni è diventata una opportunità, l’opportunità di poter tornare alla terra; una terra da cui trarre nutrimento e sostentamento; una terra sana, una terra ricca ed accogliente non devastata dai veleni del vivere moderno.
I vini Poderi D’Agostino, vogliono rappresentare e preservare tutto questo, perché vivere rispettando la natura è possibile.
Un dono che vogliamo condividere con tutti voi.

CHI SIAMO

“Siamo una famiglia che ha sempre creduto nella propria terra…”

LA FAMIGLIA D’AGOSTINO

Ogni storia ha un suo inizio…

La nostra comincia tanti anni fa grazie all’incontro tra Franco e Lucia, i nostri genitori, i nostri pilastri, le nostre vigne a piede franco. Senza di loro nulla di quanto vi stiamo raccontando sarebbe stato possibile. Grazie ai loro sacrifici, alla loro voglia di intraprendere, alla loro lungimiranza, oggi noi due, Beniamino ed Alberto, siamo riusciti a valorizzare i vini di questo meraviglioso angolo di Puglia…
Grazie mamma, grazie papà!

Beniamino d’Agostino

Alberto d’Agostino

CANTINA

“Si fa presto a dire Cantina…
La cantina è un luogo fisico ma anche un luogo dell’anima. E’ il posto dove tutto si trasforma…
Cantina è anche lavoro di squadra, sacrificio, notti insonni…
Cantina è tutto ma anche niente senza gli uomini e le donne che le danno un significato…”

LA NOSTRA CANTINA

Moderna, realizzata nel 2004, è stata la prima cantina Pugliese ad essere certificata Ambiente ISO 14001. Architettonicamente riproduce la tipica Masseria murgiana in tufo.Volutamente realizzata in zona artigianale per evitare di “consumare territorio” ci ha reso più facile tutelare l’ambiente, la sicurezza sul lavoro, i collegamenti e la logistica.

  • 2.400 metri quadrati per la produzione;
  • 700 metri quadrati l’area di prima ricezione delle uve;
  • 1.000 metri quadrati di uffici, laboratori e sale degustazione dove oltre a produrre vino, ospitiamo eventi culturali, spettacoli e corsi di formazione professionale;
  • le più moderne tecnologie a tutela della integrità dei prodotti e della salute dei consumatori.

IL NOSTRO TEAM

Goffredo Agostini

Matteo Derosa

Stefano Dini

Fiorella Paradiso

VIGNETI E VITIGNI

“Un territorio UNICO, esprime vitigni UNICI! Tremila anni di viticoltura ci hanno consentito di selezionare i migliori areali ed i cloni più adatti ad esprimere ai massimi livelli il nostro “terroir”.”

I NOSTRI VIGNETI

I NOSTRI VITIGNI

FIANO

GRECO

MALVASIA

UVA DI TROIA

PRIMITIVO

I NOSTRI VINI

“Non è per caso che in quest’angolo di puglia la vite ed il vino regnino.”

BIANCHI

GRAVINA

BIANCO

B.D.

BIANCO

ROSATI

POGGIO AL PARCO

ROSATO

ROSSI

A.D.

ROSSO

F.D.

ROSSO

RICONOSCIMENTI

“Quando il tuo lavoro è il vino inevitabilmente ti sottoponi al giudizio degli altri. Qui ve ne diamo conto…”

SOCIAL

“Twitter, Facebook, Instagram, Flicker, Blog insomma… la rete, quella buona, che ci piace condividere con voi.”

TERRITORIO

“Gravina in Puglia, la città che ci ha visto nascere, crescere, amare e vivere.
Veniteci a trovare…”

GRAVINA IN PUGLIA

Non è dato conoscere con certezza l’epoca o il secolo in cui sia sorta la città fondata tra gli anfratti rocciosi e misteriosi sul versante sinistro del burrone, come non si conosce il tempo in cui sia stato fissato alla stessa il nome di Gravina. In geologia il termine “gravina” sta ad indicare una depressione del terreno prodotta da erosione di acque e può essere accostato al tedesco “graben” (fossa) o ai termini prelatini “graba” (roccia) e “rava” (dirupo roccioso) o al “Bothros” greco. Il nome Gravina viene citato nel Chronicon di Romualdo Salernitano, arcivescovo di Salerno dal 1154 al 1181, in occasione della incursione operata dai saraceni nella città nel 976 dopo Cristo. Trovandosi alla confluenza di valli tra antica Peucezia e Lucania, non lontano da Daunia, Magna Grecia e Sannio, regioni storicamente più famose, si può supporre che la città di Gravina si sia affacciata alla storia tra VIII e VII secolo a.C., come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti sul pianoro della collina di Botromagno e nella zona di Padre Eterno, così chiamata per la presenza in una grotta di affreschi bizantineggianti fatti risalire al XII secolo. Grazie ai rapporti e, forse, ad una fusione con popolazioni magno–greche spostatesi nell’interno dopo la distruzione di Sibari (VI sec. A. C.). Ciò spiegherebbe il demotico ∑I Δ I N Ω N inciso sulle monete coniate in loco e la presenza di radici greche nel dialetto ancora oggi parlato. Con la conquista di Roma, la terra divenne un centro di rilievo sulla via Appia con il nome di Silvium o ad Silvianum e Silutum dei più noti itinerari antichi. La felice posizione geografica, la ricchezza del territorio e la disponibilità di acqua del torrente “la Gravina”, hanno certamente favorito la presenza dell’uomo che viveva in perfetta simbiosi con l’ambiente che l’ospitava sin dal paleolitico.
Gravina segue le vicende dell’intera Italia, passata attraverso il dominio di Odoacre, il regno goto e, infine, all’inizio del V secolo, la riconquista dell’Impero ad opera di Giustiniano. Dopo il massacro portato a termine dai Saraceni nel 999, distrutto il centro abitato, uno sulla pianura di Botromagno e l’altro sul ciglio del burrone, la popolazione si trasferisce nel sottostante burrone, dove alle grotte preesistenti si aggiungono altre abitazioni.Nel 1069 diventa feudo dei Normanni con il Conte Umfrido D’Altavilla che la trasforma in contea e che, per ridare dignità all’antichissima sede vescovile, fa costruire la Basilica Cattedrale.Successivamente la città viene elevata a Marchesato e Federico II di Svevia dà incarico all’architetto fiorentino Fuccio di progettare e realizzarvi un Castello per uccellagione di cui oggi restano visitabili i ruderi. Lo stesso Federico II mette la città a capo del Giustizierato di Terra di Bari, ponendola in primo piano tra le città di Puglia per le sue ricchezze e bellezze naturali. Con gli Svevi, la città viene elevata alla dignità di sede della Curia Generale di Puglia e Basilicata. Sarà Federico II a definire Gravina “giardino di delizie”.Poi passa sotto gli Angioini e vive un periodo di grande sviluppo economico; in particolare Carlo II d’Angiò nel 1294 istituisce la Fiera annuale di San Giorgio, che tutt’oggi è tra le fiere più antiche d’Italia e rappresenta un importante momento economico per la commercializzazione dei prodotti agricoli ed artigianali.
Gravina oggi
Gravina è oggi una città ricca di monumenti e chiese, che la rendono apprezzata dal punto di vista culturale, capace di offrire al visitatore un panorama davvero suggestivo grazie alle chiese rupestri e alle diverse opere d’arte, alla zona archeologica di Botromagno, alla valorizzazione dei prodotti tipici del settore agroalimentare, degli eventi sportivi, folkloristici e culturali, oltre che dagli incantevoli scenari del suo paesaggio naturale con il bosco “Difesa Grande” ed il Parco dell’Alta Murgia.

ACQUISTA

“La nostra VINERIA OnLine è aperta 24 ore al giorno con proposte e promozioni in grado di garantirvi il massimo del gusto con il minimo della spesa.”

Venite a trovarci per acquistare direttamente in azienda, per una degustazione guidata, sarà l occasione per visitare la nostra cantina o per fare un giro tra i nostri vigneti.
Gravina è una meta enogastronomica ambita, sapremo coniugare i nostri vini agli altri prodotti della nostra terra, consigliarvi i luoghi da visitare e, perché no, i ristoranti in cui concludere la vostra gita sulle colline murgiano.

Aperture:
– dal lunedi al venerdi dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19
– sabato dalle 9 alle 13

Via Archimede 24 – Gravina in Puglia (BA)
Per info e prenotazioni:
Mail: info@botromagno.it
Tel. +39 080 3265865

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